Riflessioni sul convegno “Andare Avanti” dell’Istituto SIPRe di Milano
Il 27 gennaio ho partecipato al convegno “Andare Avanti”, organizzato dal Centro e dall’Istituto SIPRe di Milano e, a partire dai tanti stimoli ricevuti, vorrei condividere con voi alcune riflessioni.

Il convegno è stato pensato come una giornata di studio per una teoria dell’Io-soggetto in psicoanalisi della relazione, che è il mio approccio clinico.
Ritengo che il modo in cui sia stato impostato il convegno sia stato molto rappresentativo dell’idea alla base, ovvero sotto forma di dialogo aperto tra i relatori partecipanti e con il pubblico.
L’idea alla base secondo l’approccio di psicoanalisi della relazione è confrontarsi continuamente, interrogandosi sulle questioni che emergono senza dare per scontato quello che pensiamo.
Questo confronto è possibile attraverso la relazione, e qui tocchiamo un altro punto chiave del mio metodo di lavoro.
La relazione tra analista e paziente può essere considerata in una prospettiva più vicina all’idea di Sander rispetto a quella che si è usata classicamente nella storia della psicoanalisi. Il cambio di prospettiva, che inizia a compiere Sander, consiste nel vedere la relazione in quanto tale e, quindi, come interazione tra i due soggetti coinvolti, permettendo di vedere lo scambio al di fuori dei ruoli che si ricoprono.
Terapeuta e paziente, come ogni persona, sono due sistemi in relazione tra di loro e ognuno ha la propria storia fatta di auto-eco-organizzazione. Infatti, nella relazione terapeutica, pur nascendo come relazione particolare, ognuno si pone per quello che è e per quello che diviene, non ha senso definirne uno sano e l’altro malato (Coin, 2022; Minolli, 2009; Vanni, 2015).
La visione minolliana poggia le sue basi sulla teoria dei sistemi dinamici non lineari, teoria nata dalla fisica, chimica e matematica e introdotta alla biologia grazie a von Bertalanffy, tra gli altri, che riguarda il modo in cui i sistemi si originano dalla cooperazione tra le parti fino ad arrivare a un intero coerente ed organizzato (Lenti, 2021; Rodini, 2004).
Secondo questa teoria ogni organismo, non solo l’essere umano, per vivere possiede:
- auto-attivazione,
- auto-regolazione,
- auto-organizzazione,
- auto-correzione.
Nei sistemi il cambiamento ha a che fare coi processi di auto-organizzazione che formano stati temporaneamente stabili. Quando il sistema si auto-organizza, esso si adatta facendo in modo che alcuni modelli si ripetano; ne consegue che la flessibilità nel riorganizzarsi continuamente sia lo stato ottimale, mentre la rigidità sia patologica. Guardando alla teoria sopradescritta si può dire che l’auto-eco-regolazione è del vivente, non solo dell’uomo e avviene per esigenza di sopravvivenza, il dare significati psichici viene dopo (Coin, 2022).
La caratteristica particolare della relazione terapeutica, che la rende tale, è, secondo il modello di psicoanalisi della relazione, che è una meta-interazione.
Cosa vuol dire meta-interazione?
Vuol dire che subentra l’aspetto riflessivo su cosa sta succedendo in quell’interazione lì; è quando l’interazione viene vista e colta che diventa meta-interazione (Minolli, 2009; Vanni, 2015). In questa prospettiva, il fattore terapeutico non consiste più nel promuovere qualche trasformazione strutturale o nel riparare a mancanze.
Il fattore terapeutico sta nel favorire la possibilità di un riconoscimento e di un’appropriazione attiva della propria realtà raggiungendo una flessibilità che permetta il riorganizzarsi tipico dei sistemi (Coin, 2022; Rodini, 2004).
Nell’intervento sotto forma di dialogo ci si è posti anche delle domande su quando una persona si organizza definendosi per quello che è oggi, ponendo un punto di inizio di strutturazione oppure no. La domanda resta aperta considerando il fatto che gli esseri umani sono in continuo divenire e non sono degli alberi radicati al terreno.
Cosa farsene di queste riflessioni pensando alle sedute?
Durante il convegno si è preso a esempio un video di una seduta dove la paziente soffriva per essere stata lasciata improvvisamente dal fidanzato dopo una storia lunga e non priva di problemi.
Se si legge la seduta su un piano teorico si vedono due piani, uno ha a che vedere con lo stare nella sofferenza del passaggio di vita e l’altro con la tendenza della paziente a non affrontare tale passaggio.
Spostare l’attenzione al piano della meta-interazione, invece, significa fare un passo indietro rispetto ai contenuti portati, tenere a mente le dinamiche che si stanno creando tra analista e paziente e giocare tra i piani che riguardano la teoria per aiutare, in questo caso la paziente, a reggere quello che prima demandava al fidanzato e oggi demanda all’analista.
Secondo Minolli (2009), fondatore dell’Istituto SIPRe, la relazione tra analista e paziente si può inquadrare in un’organizzazione interattiva, dove ci si approccia all’interazione con la propria organizzazione che è a sua volta risultato dell’organizzazione dell’altro.
Questo aspetto ribalta la situazione storicamente presa perché il paziente non è più l’unico che porta del materiale che influisce sul terapeuta, ma sia il paziente sia il terapeuta si organizzano reciprocamente andando a rendere l’interazione con ogni paziente unica e particolare.
In questi termini si parla di regolazione della relazione che vede un’interazione bidirezionale dal paziente all’analista e dall’analista al paziente.
La relazione terapeutica comincia come relazione particolare in quanto nasce con una richiesta specifica e persegue un obiettivo, lo stare meglio da parte del paziente e la presenza, il cogliersi da parte del terapeuta. Le caratteristiche che la contraddistinguono non escludono, però, il fatto che sia una relazione che fa parte della vita e per questo può essere trattata e pensata come ogni altra relazione.
Per concludere, dal mio punto di vista i capisaldi del concetto di relazione rimangono, quindi, lo scambio e la reciprocità che caratterizzano ogni relazione, senza escludere quella terapeutica.
Sitografia
Bibliografia
Coin, R. (2022), Pensieri su soggetto e relazione, Ricerca Psicoanalitica, Anno XXXIII, s1, pp. 121-132.
Minolli, M. (2009), Psicoanalisi della relazione, Franco Angeli, Milano.
Minolli, M. (2015), Essere e divenire. La sofferenza dell’individualismo, Franco Angeli, Milano.
Vanni, F. (2015), La consultazione psicologica con l’adolescente. Il modello psicoanalitico della relazione, Franco Angeli, Milano.